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826 Valencia: un’idea da copiare

Dimenticatevi i compiti in classe e quando stavate dietro a un banco, scordatevi dei cd contraffatti, dei falsi artistici e compagnia bella. Copiare, in certi casi, serve e veicolare buone idee. Prendete per esempio l’esperienza di 826 Valencia, la scuola di scrittura creativa non-profit fondata a San Francisco dallo scrittore Dave Eggers: è nata per aiutare bambini e adolescenti con problemi scolastici ed è pensata per rendere la scrittura una pratica “emozionante”, come ci racconta Jory John, direttore dei programmi di 826 Valencia. 
Non sarebbe fantastico lanciare un progetto del genere anche in Italia? Fatevi sotto, un volontario (il sottoscritto) l’avete già trovato.

[update: ringrazio Edoardo Brugnatelli, che al volo mi segnala Once Upon a School, il nuovo progetto di Eggers, e Fighting Words, un’analoga scuola di scrittura fondata a Dublino da Roddy Doyle proprio sulla scia di 826 Valencia. Cosa si diceva, poco fa, delle buone idee da copiare?]

Com’è è nata 826 Valencia? All’inizio credevo fosse destinata ai bambini che parlano l’inglese come seconda lingua per aiutarli a migliorare la propria scrittura, e per aiutarli a scuola. Ma forse mi sbaglio: sul vostro sito leggo che 826 Valencia è aperta a tutti…
826 Valencia è l’indirizzo fisico della nostro laboratorio di scrittura e del nostro negozio dei pirati. Il nome è diventato la nostra identità, e ogni nuova sede locale è una ”826” (826CHI a Chicago, 826NYC a New York, 826LA a Los Angeles, 826 Michigan ad Ann Arbor, 826 Seattle, e 826 Boston).
Fondata nel 2002 dallo scrittore Dave Eggers e dall’educatrice Nínive Calegari, 826 Valencia sostiene gli studenti tra i 6 e i 18 anni nella loro scrittura, e aiuta gli insegnanti a rendere emozionante la scrittura per i propri alunni. Il nostro lavoro si basa sulla convinzione che saper scrivere bene è fondamentale per il successo futuro e che grandi balzi nell’apprendimento sono possibili quando bravi tutor lavorano con gli studenti singolarmente.
826 Valencia si trova nel Mission District di San Francisco – un’area con un elevato numero di ragazzini provenienti da famiglie dove l’inglese non è la prima lingua. 
Così l’inglese come seconda lingua diventa automaticamente parte di quello che facciamo.

Com’è organizzata 826 Valencia? Cioè: quante persone ci lavorano e quanti sono i volontari? Cosa insegnate?
Abbiamo uno staff di otto persone e una squadra di 1.400 volontari incredibilmente impegnati e di talento. Questi volontari ci aiutano a condurre i nostri laboratori interni, vanno nelle scuole per lavorare con gli insegnanti e con le loro classi, insegnano nei workshop serali e in quelli che si tengono durante i fine settimana, e garantiscono un tutoraggio gratuito e personalizzato cinque giorni alla settimana (dalla domenica al giovedì). Spesso sono loro a proporre un argomento per i workshop (scrivere per la radio, come diventare una spia, il racconto, ecc.), altre volte rispondono alle esigenze della comunità (per esempio: la scrittura di un saggio per il college).
Questi sono diversi modi in cui i volontari lavorano con gli studenti, ma molti di loro aiutano dietro le quinte nella pianificazione, nella raccolta fondi e nella richiesta di sovvenzioni.

Cos’è cambiato rispetto agli inizi? Mi riferisco a come si è evoluto il progetto, alle nuove 826 nate in altre città degli Stati Uniti, ma anche alla parte economica: chi pagava all’inizio e chi paga ora? 
Siamo cresciuti… un sacco! 826 Valencia ha dovuto ampliare i propri spazi per ospitare il numero di studenti che chiedevano i nostri servizi. C’è voluto un po’ di tempo perché si spargesse la voce e perché la comunità degli insegnanti venisse a conoscenza della qualità e della quantità delle nostre attività gratuite, ma adesso 826 è molto popolare. I nostri laboratori vengono prenotati anche con un anno di anticipo. E, naturalmente, siamo cresciuti a livello nazionale quando ci siamo resi conto che in tutte le città esistono necessità e una base di volontari simili a quelle di San Francisco.
Dal punto di vista finanziario abbiamo sempre fatto affidamento su un mix di vendite nel nostro negozio dei pirati, eventi per la raccolta fondi, sovvenzioni pubbliche, fondazioni private e donazioni. Dobbiamo sempre essere creativi nella pianificazione dei nostri eventi in modo da garantire una buona partecipazione: abbiamo organizzato combattimenti di pollici, film, mostre d’arte, degustazione di vini e molto altro.

Lavorate sulla scrittura perché è un grosso problema negli Stati Uniti? E che mi dici della lettura? In Italia è una questione spinosa: da noi nessuno legge libri…
Agli insegnanti nelle scuole si chiede di fare moltissimo con classi affollate e poche risorse. La lettura e la scrittura sono fondamentali, per questo siamo orgogliosi di collaborare con gli insegnanti per rafforzare il lavoro degli studenti in queste aree.
La gente spesso crede che solo un ristretto numero di persone possano diventare “scrittori”, ma in realtà tutti noi abbiamo storie da raccontare. A 826 diamo importanza alla pubblicazione degli scritti degli studenti, in modo che i ragazzini riescano a vedersi come scrittori oggi, con la speranza che quest’orgoglio ricada su tutti gli aspetti del loro lavoro a scuola.

Quando hai incontrato 826 Valencia e perché hai iniziato a lavorarci? Di cosa ti occupi nella scuola?
Mi sono trasferito nella Bay Area circa cinque anni fa e ho subito iniziato a fare il volontario a 826. Avevo una grande esperienza nel lavoro con i ragazzini e avevo anche frequentato la scuola di giornalismo. Quindi questa situazione sembrava perfetta per me. Alla fine sono stato assunto per gestire il programma di tutoraggio. Poi ho iniziato a coordinare i laboratori. E il lavoro è aumentato sempre di più. Ora il mio titolo è quello di “direttore dei programmi”, ma in realtà faccio un po’ di tutto, incluso curare un libro di lettere di ragazzi al presidente Obama intitolato Thanks and Have Fun Running the Country, che è arrivato ovunque nelle librerie. Di recente è stato anche tradotto in italiano!

Se qualcuno volesse mettere in piedi qualcosa di simile altrove (per esempio in Italia…), cosa gli suggeriresti di fare per partire e perché il progetto abbia successo?
Parlate agli insegnanti della vostra zona! Cercate di capire quali sono secondo loro i problemi più critici e chiedete loro in quali modi concreti potete stimolare dei cambiamenti positivi. Siate flessibili nel vostro progetto, in modo da poter davvero andare incontro alle esigenze della comunità. Partite dal piccolo. All’inizio noi avevamo due dipendenti full time, una manciata di volontari e un numero ancora inferiore di bambini pronti a scrivere. Oggi a San Francisco siamo al servizio di oltre 6.000 studenti all’anno!

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