questioni di editing
Il 'caso' Carver, e l'editing secondo De Michelis
Video intervista al responsabile della narrativa di Marsilio Editori.

Raymond CarverChe ruolo ha chi - per professione - mette le mani sul testo di un autore? E fin dov'è lecito spingersi? L'argomento è tornato di recente alla ribalta con la pubblicazione da parte di Einaudi di Principianti, raccolta di racconti di Raymond Carver che, dopo l'editing di Gordon Lish, venne mandata in libreria con il titolo Di cosa parliamo quando parliamo d'amore.
Che l'editing di Lish fosse decisamente pesante ormai lo sanno anche i sassi, e se volete farvi un'idea del genere di interventi potete dare un'occhiata qui. Ma che ne pensano gli editor italiani? Nella videointervista qui sotto trovate il parere di Jacopo De Michelis, responsabile della narrativa di Marsilio, mentre nelle prossime settimane sentiremo anche Stefano Delprete di Instar libri e Benedetta Centovalli di Cairo.


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Sul tema "editing" vale poi la pena di leggersi l'articolo pubblicato da Carla Benedetti su "Il primo amore". In sostanza nel pezzo, che nasce come risposta a una lettera dello scrittore Vincenzo Latronico, la Benedetti distingue tra un editing che si configura come lettura "esperta" da parte dell'editor con conseguenti segnalazioni all'autore di eventuali incongruenze ecc., e un editing che arriva a stravolgere il testo per adeguarlo alle richieste del mercato.

Del rapporto Carver/Lish s'è detto e scritto molto, e l'argomento suscita ancora pareri Gordon Lishdiscordi (in soldoni: Lish ha migliorato o stravolto i racconti di Carver?). Interessanti e distanti, per esempio, i punti di vista di Paolo Cognetti, scrittore, e di Benedetta Centovalli, editor e direttore editoriale.

Quanto all'edizione einaudiana di Principianti, che dire. La casa editrice torinese sta "rilevando" tutta l'opera di Carver, man mano che i diritti - attualmente di minimum fax - vanno in scadenza. Per lanciare la ripubblicazione di Carver si è giocata Principianti e tutte le carte/marketing che aveva.
Per esempio la fascetta: "Carver inedito. Prima edizione mondiale" (omettendo però di dire che alcuni di quei racconti "pre-editing" in Italia erano già usciti). Oppure lo "strillo" piuttosto forte di Philip Roth - altro autore Einaudi - in quarta di copertina, che sottolinea come "... in occasione della sua prima pubblicazione il testo non fu solo rivisto, ma addirittura fatto a pezzi da un editor". O ancora, "dimenticandosi" di rendere l'onore delle armi alla casa editrice romana che in quindici anni di lavoro ha trasformato un autore di nicchia, com'era Carver nel nostro paese, http://www.ilpotereelagloria.it/images/immagini/CarverR_DiCosaParliamo.jpgin un autore di culto: nel risvolto di copertina di Principianti il nome di minimum fax non viene fatto neanche per sbaglio.

Nei giorni dell'uscita del libro, i giornali hanno dato spazio alla storia di Lish raccontandola senza spingersi molto più in là del comunicato stampa di Einaudi ("Di alcuni di questi [racconti, ndr] Lish aveva tagliato il settanta per cento, riducendo nel complesso il libro della metà e cambiando molti titoli e finali" eccetera eccetera eccetera).
E qualcuno è anche arrivato a definire gli editor - in maniera piuttosto superficiale - dei "tagliatori di romanzi".
Il vero problema è che nessuno ha protestato.

 

(18 settembre 2009)

 

© Davide Musso

 

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