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La forma incerta dei sogni
Quando l'impegno politico dei genitori contagia i figli: ecco l'originale romanzo di Leonora Sartori.


Se siete degli attivisti (tipo: contro la guerra, pro diritti umani, contro il nucleare ecc.) e se avete dei figli, fate attenzione. Un giorno potreste scoprire che tutte le cose per cui vi siete battuti nella vostra vita non sono altro che "cause perse" e che "volantini, manifestazioni, adesivi, non servono a niente e la vita va avanti in un altro modo". È quello che racconta nel suo esordio narrativo Leonora Sartori (che alle spalle ha già i testi di un libro a fumetti su Ustica pubblicato da BeccoGiallo), La forma incerta dei sogni: la piccola protagonista - dal nome vagamente autobiografico di Leo - cresce con due genitori del genere, che a pranzo e cena discutono delle ultime campagne cui stanno dando l'anima e nei fine settimana svegliano all'alba Leo e suo fratello per portarli alternativamente in manifestazione o a camminare in montagna, quando loro se ne starebbero volentieri a casa a leggere o a guardare la Tv o ad ascoltare musica.

Leo a quindici anni sbotta, mettendo i suoi davanti alla propria insofferenza ("Voi avete una predilezione insana per le cose che non funzionano. Per quelle che non gliene frega niente a nessuno. Per quelle destinate fin dall'inizio a finire male"), ma crescendo cercherà di saperne di più sulle battaglie dei suoi, e in particolare sui "Sei di Sharpeville", cinque uomini e una donna neri condannati ingiustamente a morte nel Sudafrica dell'apartheid anni 80, che per tutta l'infanzia di Leo non erano stati altro che un adesivo appiccicato su

lla cassettiera della sua cameretta e una delle fissazioni di papà e mamma. Così la ragazza, ormai ventenne, volerà in Sudafrica per conoscere i sei (nel frattempo graziati e liberati) e ricostruirne le vicende. Cosa che la Sartori, oggi giornalista, ha effettivamente fatto.

La forma incerta dei sogni, al di là del titolo che potrebbe essere fuorviante, è un bel romanzo che ci restituisce un pezzo di storia sudafricana drammatica e importante, da non dimenticare, e che in parallelo tratteggia, in quelle che forse sono le pagine più riuscite, la formazione di una bambina cui è capitato di nascere in una famiglia "anomala", ma che, alla fin fine, è riuscita a trasmettergli qualcosa di buono.

Davide Musso

 

[Articolo rilasciato sotto Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia]

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