recensioni
La simmetria dei desideri
Quattro amici e un gioco che si rivelerà molto più serio del previsto. Non perdete l'ultimo romanzo di Eshkol Nevo.


Eshkol Nevo
La simmetria dei desideri
traduzione di Ofra Bannet e Raffaella Scardi
Neri Pozza, 384 pagine, 18 euro

Ecco uno di quei rari romanzi che ti viene voglia di regalare a tutti. Innanzitutto per la premessa, intrigante. Siamo a Tel Aviv, nel 1998: davanti alla finale dei Mondiali di calcio quattro amici decidono di affidare i loro desideri più profondi ad altrettanti bigliettini che vengono rinchiusi in una scatola. La riapriranno soltanto dopo quattro anni, in occasione della prossima finale della coppa del mondo. Un gioco. Che per alcuni resterà tale o quasi (Ofir, il pubblicitario; Amichai, il venditore di polizze mediche), per qualcuno diventerà quasi un'ossessione (Churchill, l'arrivista), per qualcun altro (Yuval, il narratore) costituirà il metro del proprio fallimento. Inutile dire che nessuno di loro riuscirà a coronare i propri desideri o forse, in un certo senso, tutti i desideri troveranno il loro compimento, anche se in modi inaspettati, seguendo strade non previste. Un gioco che un po' inquieta il lettore, perché lo mette davanti alle proprie aspirazioni e all'incertezza del futuro.
E poi questo è un romanzo da leggere e regalare perché riesce a toccare con una delicatezza e uno stile pulito che ti avvincono sia temi intimi e profondi (l'amicizia, certo, e poi l'amore, la morte e compagnia bella) sia questioni scottanti come il conflitto israelo-palestinese, la guerra, la violenza, senza mai scadere nella retorica, senza mai diventare patetico. E non è poco.

Davide Musso

 

[Articolo rilasciato sotto Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia]

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