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Link: quando le idee per la tv arrivano su carta
Una rivista/libro che si distingue per ricerca grafica ed elevato livello dei contenuti. Un'esperienza unica made in Cologno Monzese (ebbene sì).


Vivo senza tv dal 2001, e non ne sento la mancanza. Anche perché le cose migliori secondo me oggi si trovano su internet (e sto parlando anche di cose legali, che vi credete). Ecco perché la prima volta che mi è arrivata sulla scrivania la rivista Link. Idee per la televisione ho pensato qualcosa tipo "ecco una cosa che non leggerò mai". E invece. 
Più che una rivista Link ricorda un libro, con una grafica ricercata che fa di ogni volume un oggetto unico e firme di alto livello che discettano di televisione ma anche di letteratura, arte ecc. Ce ne parla il direttore Fabio Guarnaccia

Chi ha fondato la rivista, e chi vi collabora abitualmente?
I padri fondatori di Link sono Davide Rampello (attuale presidente di Triennale Milano) e Alberto Sigismondi. Il direttore editoriale è Marco Paolini (direttore marketing RTI). La scelta dei collaboratori è sempre stata la più laica e aperta possibile, intellettuali non organici e quanto più "sciolti" da affiliazioni varie, professori universitari e professionisti del mondo televisivo con una visione chiara e originale (non sono molti ma ci sono). Per fare alcuni nomi: Carlo Freccero; Franco La Cecla; Henry Jenkins; Aldo Grasso; Gregorio Paolini, Ugo Volli; Fulvio Carmagnola; Fausto Colombo; Francesco Casetta; Alessandro Zaccuri, oltre a giovani ricercatori super competenti come Matteo Bittanti (che lavora a Stanford), Massimo Scaglioni, Matteo Stefanelli, Manolo Farci, Antonio Dini, solo per citarne alcuni. Da qualche anno, sto lavorando per allargare il network dei contributor a gente che reputo in gamba, al di là dei ruoli e dei titoli, anche molto giovani e "fuori" dal mondo tv o degli studi mediologici. Così si sono aggiunti Violetta Bellocchio, Bucknasty, Dr Pira e molti altri. In redazione con me ci sono Luca Barra e Alessia Assasselli.

Quando è stata fondata la rivista e con che cadenza esce?
A dispetto delle apparenze, Link è nata nel 1998 come newsletter interna della Ricerca e Sviluppo di RTI. Doveva portare in azienda quanto di interessante succedeva fuori, in Italia e all'estero. Era un semestrale dal sapore apertamente "controculturale", lo stesso progetto grafico, monocromatico e alla buona, dava alla rivista un tono poco ufficiale. Dopo qualche anno di vita, date le continue richieste che venivano dalle università e dai professionisti del settore, si è deciso di uscire in libreria. Era il 2002. Col tempo il progetto grafico è cambiato diverse volte fino ad arrivare a quello odierno di Marco Cendron. Ci siamo detti che fare una rivista di carta aveva senso solo se potevamo sfruttare al massimo gli effetti "spettacolari" della carta. Così è iniziato il lavoro ossessivo sulla scelta dei formati, della carta stessa, delle illustrazioni e il diktat per cui ogni numero doveva essere un progetto a sé. Ovviamente Link si potrebbe fare anche azzerando tutto questo, tipo N+1. La verità è che tutti quelli che ci lavorano - dal direttore allo stampatore - hanno una passione smodata per la ricerca editoriale, la tipografia e la cartotecnica. Link è la ghiandola che regola le nostre perversioni.

Perché avete deciso di dar vita a una rivista del genere? Quali sono gli obiettivi?
Il progetto Link è follia pura. Ho pronte svariate risposte ufficiali a questa domanda: alimentare il dibattito intorno ai media; superare i luoghi comuni e i pregiudizi che impediscono di capire i meccanismi di funzionamento della tv e simili; creare un "link" tra chi fa la televisione e chi la guarda/la studia; questioni di immagine... Ma la verità, come dicevo prima, è che Link si fonda sulla passione di chi la fa e il desiderio di analizzare il contemporaneo, la società, l'identità, partendo dalla riflessione sulla tv. Puoi capire un sacco di cose guardando il mondo da questo osservatorio. Ti dico solo che negli ultimi numeri abbiamo parlato di religione, morte, crisi economica, pratiche di remix culturale etc.

Di cosa si occupa Link? Citami uno o due esempi tratti dall'ultimo numero.
Mi sa che a questa domanda ho già risposto. Nell'ultimo numero abbiamo parlato delle religioni come mezzi di comunicazione di massa, di telepredicatori, di video arte, di serie televisive e gruppi sociali border line, pirateria, transmedia storytelling, dating online e Gormiti.

 

Fabio Guarnaccia è, tra le altre cose, anche scrittore, e proprio in questi giorni ha pubblicato il suo primo romanzo (Più leggero dell'aria, Transueropa edizioni), su cui torneremo prossimamente.

 

 

(a cura di Davide Musso) 

 

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