posta del cuore (letteraria)
Due piccioni con una Fava
Debutta su "le parole" la posta del cuore letteraria di Linda Fava.
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Cara Fava, 


sedici anni fa ho sposato una donna fantastica, e sono ancora molto felice con lei. Da qualche mese, però, ho preso a fare sogni che mi destabilizzano. La protagonista è una signora prosperosa in bermuda e camicia da scout che cammina per un sentiero di montagna. È molto atletica, e per quanto mi sforzi non riesco a raggiungerla. Nel sogno ho un desiderio ben preciso: vorrei prenderla per mano e chiederle di aiutarmi a cucinare salsiccia e fagioli, tonno e cipolla e altri manicaretti ipercalorici da scout. Mi sveglio in uno stato di batticuore e languore romantico che potrei cantare in un musical. Ho qualche idea sull'origine del sogno: quando ero uno scout (in cambusa) avevo una cotta paurosa per la mia caposcout Bagheera, la rossa Marisa, di due anni più grande, eterea e irraggiungibile. L'avevo eletta mio unico amore, ma quel che c'è stato tra noi si limita a un paio di occhiate di sottecchi scambiate durante un falò. Perché Marisa è tornata a turbarmi? Posso essere ancora innamorato di un fantasma adolescenziale? 


Lupetto Alberto

 


Caro Alberto, 

altroché se è possibile! I primi amori ritornano, fattene una ragione. Per fortuna non minano gli amori veri di tutti i giorni, ma popolano i nostri desideri inconsci e nutrono la nostra sete di romanticismo. Cento poesie d'amore a Ladyhawke  (Einaudi) è un libricino di Michele Mari, romanziere milanese che qui si cimenta coi versi, raccontando - con equilibrismi miracolosi tra cinismo e commozione - la storia mai compiuta ma sempre agognata tra l'io narrante e una compagna di liceo, sua prima inarrivabile passione. I due si sono poi rincontrati, adulti, con ritorni di sospiri e turbamenti, e hanno sempre sfiorato l'idillio, ma a un passo dal realizzarlo hanno preferito che rimanesse una fantasia. Cova e coccola la tua Ladyhawke, Alberto, cerca di raggiungerla sulla vetta della montagna, cucinate fagioli e sbafate nutella. Non aver paura di coltivare quel sogno di infinito e di farne pane per la tua immaginazione. E poi, a meno che tu non finisca per dedicarle un libro di poesie, non c'è pericolo che tua moglie lo venga a sapere. 


Tua,
Fava 

 

[Illustrazione di Carola Fumagalli]

 

[Ogni mese trovate la posta del cuore letteraria di Linda Fava anche su Terre di mezzo-street magazine]

 

Questo articolo è stato rilasciato sotto Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia

 

 

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