lost in translation
Hangover Square
"Uno stile costellato da giochi di parole": Gaja Cenciarelli e il capolavoro dimenticato di Patrick Hamilton.

Hangover Square
di Patrick Hamilton (Edizioni E/O, 2006)

raccontato da Gaja Cenciarelli


Hangover Square
è uno dei romanzi che ha dato un senso alla mia scelta di tradurre libri: sono stata consapevole fin da subito di avere tra le mani un capolavoro dimenticato. Patrick Hamilton, autore prolifico la cui esistenza è stata condizionata dall'alcol e da gravi problemi economici e personali, ha scritto anche Rope e Gas Light, due lavori teatrali che hanno ispirato altrettanti successi cinematografici: Nodo alla gola, per la regia di Alfred Hitchcock, e Angoscia, con Charles Boyer e Ingrid Bergman. Una coppia di film-culto, per una cinefila come me. Mi sono avvicinata alla traduzione di questo libro con una soggezione e un sentimento di riconoscenza che credo di non aver più provato, non con tanta intensità.

Non è stato facile accompagnare nella nostra lingua il mansueto George Harvey Bone, che una notte conosce Netta Longdon e se ne innamora perdutamente. Ma Netta è solo un'attricetta senza scrupoli, che simpatizza per i nazi-fascisti, lo illude per spremergli denaro e continua a umiliarlo in pubblico. La vita di Bone, e qui entra in gioco una forte connotazione autobiografica, è scandita dall'alcol e dalla serie di clic che scattano di tanto in tanto nella sua mente schizofrenica, trasformandolo in una persona ossessionata dalla vendetta. Sullo sfondo, la Seconda Guerra mondiale e l'arcipelago fumoso dei pub londinesi.

Lo stile è complesso, costellato da giochi di parole [ricordo, in particolare, Netta-net-rete-ragnatela], ripetizioni ossessive e flashback, opportunamente involuto, proprio come il protagonista che, non a caso, coincide con il narratore. Le pagine iniziali hanno richiesto una tale quantità di tempo che mi ha fatto temere di non riuscire a entrare nelle righe, invisibile ma viva, e a procedere speditamente, come sempre mi capita quando comincio a ri-conoscere la storia. È stata una prova difficile che, sulle prime, ho vissuto alla stregua di un corpo a corpo con il testo. Tuttavia, poco a poco, mi sono innamorata senza condizioni delle parole di Hamilton e mi sono abbandonata alla loro potenza. Erano familiari e accoglienti, e le ho lasciate scivolare dentro di me senza opporre alcuna resistenza, mettendo al loro servizio un coinvolgimento assoluto sotto ogni profilo: letterario, mentale, passionale.


Gaja Cenciarelli

www.sinestetica.net

 

[Questo articolo è stato rilasciato sotto la Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia]

 

 

 

Rubriche