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Il ritorno di Jimmy
Con il sequel di "I commitments", Roddy Doyle riporta in scena il protagonista del suo esordio narrativo, costringendolo a fare i conti con un modo radicalmente diverso, ma anche con l'età che avanza.

Roddy Doyle
La musica è cambiata
Guanda
pag. 400, euro 18,50
traduzione di Stefania De Franco

Jimmy Rabbitte è tornato. Di nuovo. Dopo un'apparizione nella raccolta di racconti Irlandese al 57% (alle prese con un'Irlanda multietnica e il sogno di mettere in piedi una nuova band), l'inventore e manager dei Commitments è ora alla prese con i suoi 47 anni, una famiglia che ama e un cancro all'intestino. Una brutta storia - l'operazione, la chemio e via discorrendo - che il nostro Jimmy affronta però senza disperarsi, buttandosi a capofitto in un nuovo progetto musicale: si è adeguato ai tempi che cambiano, e da anni ha avviato un sito internet da cui scaricare (a pagamento) i dischi digitalizzati di vecchi gruppi punk irlandesi ripescati in soffitta. L'attività va a gonfie vele finché non si scontra con la crisi economica che ha investito il Paese negli ultimi anni, e anche kelticpunk.com inizia a pedere colpi. Ma il prossimo avvento del Papa in Irlanda per il Congresso eucaristico gli fornisce un'idea per rivitalizzare l'attività... Il sequel di I Commitments (portato sul grande schermo da Alan Parker), con cui Doyle esordì alla fine degli anni 80, non supera, a mio avviso, il libro precedente. Ma se la cava egregiamente - soprattutto se consideriamo i temi non facili che affronta: i problemi economici, la malattia e il decadimento fisico già toccati nei racconti di Bullfighting. Un libro che rischiava di essere deprimente come solo certi sequel sanno fare, e invece scorre rapido grazie ai dialoghi brillanti che costituiscono gran parte dell'ossatura del libro, alle battute e agli scambi brillanti cui l'autore dublinese ci ha abituati.

Davide Musso

 

 

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