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Le attenuanti sentimentali
"Questo non è un romanzo ma un giro in bicicletta". Parola di Antonio Pascale.

Antonio Pascale Le attenuanti sentimentali * Einaudi * pag. 240 * euro 19,50

Pascale è uno scrittore in crisi, almeno per quanto riguarda la narrativa, e infatti non ne scrive da anni: "Questo non è un romanzo ma un giro in bicicletta" avverte fin dall'incipit del nuovo libro, una raccolta di storie in apparenza autobiografiche (ma leggetevi subito la nota finale) che hanno come filo conduttore Pascale stesso, o il personaggio di nome Antonio Pascale che l'autore Pascale qui mette in scena. Un giro in bicicletta, dunque, di un uomo alle prese con le sue idiosincrasie, manie, fissazioni e paure in una Roma caotica e senza speranze, tra la quotidianità lavorativa e le assemblee nella scuola dei figli che, ormai adolescenti, lo bollano senza appello come "vecchio" (anche per colpa delle manie e delle fissazioni di cui sopra), la moglie che - giustamente - capisce poco o mal sopporta i suoi sproloqui, le cene con gli amici e i ragionamenti su come strutturare un sempre più teorico documentario sui sentimenti del popolo italico dal titolo C'è chimica tra noi. Pascale di destreggia ironicamente polemico tra temi variegati, dal tradimento in amore all'attivismo di Greenpeace (che non condivide nei modi, come già aveva raccontato altrove), fino all'agricoltura biologica che vede come una favola per pochi: "I sentimenti bio sono un lusso (...) Qua la verità è che abbiamo bisogno di produrre utilizzando sempre meno terra. Il biologico, il naturale, rischiano di diventare territorio privilegiato di quelli con tante buone intenzioni ma con poco senso delle proporzioni". Teorie su cui si può essere o meno d'accordo, ma su cui vale comunque la pena spendere un pensiero. Uno scrittore che si interroga, a suo modo, sul senso delle scelte quotidiane e in ultimo su quello dell'esistenza stessa: "La verità è che l'universo è inefficace nel produrre umani. Come dire, veniamo fuori dopo che il 99,9999% della storia cosmica si è già svolto. Per di più dobbiamo pure ringraziare catastrofi e asteroidi: se i dinosauri fossero vivi noi saremmo qui? Insomma, chi siamo rispetto a tutto questo? Chi siamo noi che per una settantina d'anni passeggiamo su questa terra?".

Davide Musso

 

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