oggetti ritrovati
Reperto #3: un cappellino di lana
Terzo appuntamento con Francesca Scotti, un nuovo oggetto ritrovato, e una storia da raccontare.

 

 

"Non solo quel cappellino è mio, ma era anche il mio preferito quando ero piccola" dico a mio fratello, chinandomi sopra la sua testa. "Non è tuo, hai capito?"
Mamma ha ricevuto una telefonata sul cellulare così si scansa dalla carrozzina e mi fa cenno di spingere.
"I paraorecchie a forma di orso me li aveva aggiunti la nonna. Tu non l'hai neanche conosciuta la nonna. Sapessi che torta di mele deliziosa faceva."
Mio fratello e io abbiamo cinque anni di differenza. Gli parlo dall'alto, lui è bloccato dai lacci del passeggino e cerca di girarsi per guardarmi. Ma io cerco di nascondermi, mamma ride al telefono mentre continuo a spingere.
"Me ne dava sempre due fette, con un bicchiere il latte e cioccolato." Mio fratello piagnucola, io scuoto un po' il passeggino. "Zitto" sussurro. Lui afferra il cappellino, lo butta per terra.
"No cappellino, voglio la torta!"
Se mi fermo la mamma si accorge, così vado oltre, passo sopra gli occhi dell'orso, una ruota schiaccia la lana.
Mamma mette il telefono in borsa.
"Eccoci a casa!"
Va da mio fratello per liberarlo dal passeggino.
"Che fine ha fatto il cappellino?"
Faccio una sceneggiata: non solo quello era il mio cappellino, ma era anche il mio preferito. Era un ricordo della nonna.
"Perchè lo hai dato a lui?" dico tra i singhiozzi.
Mamma mi abbraccia.
"Ora calmati"
La stringo, le piango su una spalla: "Mi compri la torta di mele come quella che faceva nonna?"
"Va bene, quando torna a casa papà esco a prenderla."
Penso alla nonna, al mio cappellino, e al buio.
"Però a lui niente torta, così impara."

 

© testo e foto Francesca Scotti


Perché "Oggetti ritrovati"?
Gli oggetti persi o abbandonati mi incuriosiscono. Un guanto in mezzo alla strada non è solo fuori posto, sembra anche più ingombrante. Un orecchino con gemme di vetro che brilla nell’erba pare più prezioso e un frigorifero in fondo a una scarpata è inquietante. Forse queste sensazioni nascono dalle storie che avvolgono gli oggetti. Oggetti che per qualcuno sono diventati un fantasma, un’assenza, ma che per me che li incontro rappresentano l’ingresso a un mondo nuovo. Ed è proprio questa la strada che desidero prendere: raccontare le loro storie. Inventate, certo. O forse suggerite.
(Nessun oggetto è stato maltrattato o volutamente abbandonato per la realizzazione di questi post).

 

Francesca Scotti (1981) è nata a Milano. Diplomata in Conservatorio e laureata in Giurisprudenza, nel 2011 ha esordito con la raccolta di racconti Qualcosa di simile (Italic), vincitrice del Premio Fucini e finalista al Premio Città di Offida-Joyce Lussu. Dal libro è stato tratto l’omonimo cortometraggio per la regia di Alessandra Pescetta. Cura la rubrica "Fra le righe" sul blog Hounlibrointesta. Vive tra l’Italia e il Giappone.
Il suo sito è francescascotti.it

Con Terre di mezzo Editore ha pubblicato il suo nuovo libro L'origine della distanza.

Eventi
Rubriche