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Il posto dei miracoli
Una bambina nel Galles operaio, la religione come una gabbia, e il segreto per un miracolo efficace. L'esordio di Grace McCleen.

Judith McPherson ha dieci anni, vive in una cittadina operaia del Galles, e non se la passa poi così bene: la sua appartenenza alla setta millenarista dei "Fratelli", cristiani integralisti che appena possono se ne vanno in giro a rallegrare i concittadini sull'Armageddon sempre più vicino, non le attira certo le simpatie dei coetanei. E uno in particolare, Neil Lewis, un giorno le giura che le "avrebbe ficcato la testa giù per il gabinetto". Da quel momento la bambina si arrovella per trovare una soluzione che la salvi dalla morte per affogamento. Judith ha già una via di fuga: nella sua cameretta ha costruito un mondo in miniatura usando materiali di scarto. Moquette, feltro e velluto per i campi, il sole con una gabbia di filo metallico, il mare con uno specchio, le case con confezioni di crema di cioccolata. In questa sua privata "Terra dell'Adornamento" si rintana ogni volta che può, per chiudersi dietro le spalle il padre burbero ("Ho un segreto. Il segreto è questo: papà non mi vuole bene"), il ricordo di mamma che non c'è più, e anche i compagni di classe. Ma per cancellare la minaccia di Neil ci vorrebbe qualcosa di speciale. Per esempio un miracolo. Così una sera cosparge il suo mondo in miniatura di zucchero, farina e cotone, e la mattina dopo il mondo (quello vero) è sepolto da una impressionante nevicata fuori stagione. Da qui in poi Judith si convince di poter compiere prodigi, ma soprattutto inizia a fare e a farsi domande sulla natura dei miracoli: "Secondo me la gente non crede nelle cose perché ha paura. Credere in una cosa significa potersi sbagliare e se ti sbagli puoi farti male. (...) Tutte le cose importanti, tipo se una certa persona ci ama o se una certa cosa andrà a buon fine, non sono sicure, quindi cerchiamo di crederci". Un po' come con i miracoli, insomma: "... i miracoli sono quello che vedi quando smetti di pensare, e succedono perché qualcuno li ha fatti, e perché qualcuno, da qualche parte, ha avuto fede". Un romanzo tenero e forte al tempo stesso, che a tratti strappa il sorriso (come quando la bimba "sente" la voce di Dio che la conforta e la sostiene nelle sue azioni), e che afferma che se la nostra vita non va come vorremmo, abbiamo il diritto di provare a cambiarla. O almeno di sognarla migliore. 

Grace McCleen, Il posto dei miracoli
Einaudi, pag. 304, euro 18
traduzione di Norman Gobetti     


Davide Musso

 

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