oggetti ritrovati
Reperto #2: un paio di scarpe
Torna Francesca Scotti con un nuovo oggetto ritrovato, e una storia da raccontare.

"Ma potrebbe essere tuo nonno!" mi aveva detto un giorno Lisa mentre tornavamo a casa. In effetti lui e io passavamo i nostri sabati pomeriggio nella città vicina, dove nessuno sapeva di noi e potevamo tranquillamente sembrare un nonno con sua nipote.

Lui gestiva una legatoria vicino al liceo, una di quelle botteghe storiche diventate poi delle banali copisterie. I suoi maglioni sapevano di carta e inchiostro. O almeno così mi pareva. Non gli ero mai stata tanto vicino da poterlo dire con certezza. Ci davamo appuntamento in stazione. Lui mi offriva il biglietto del treno e poi il suo braccio mentre passeggiavamo nella piazza. Gli raccontavo delle cose successe a scuola davanti a una cioccolata calda d'inverno o a un latte macchiato in primavera.

"Dove le hai prese quelle scarpe? Sono strafighe" aveva continuato Lisa.

Me le aveva regalate lui: eravamo sul treno e da una borsa di carta aveva tirato fuori una scatola verde scuro. Dentro c'erano delle scarpe avvolte in un sacchetto di feltro bordeax. Cosa ne sapeva del mio numero? E invece mi stavano alla perfezione. Mi aveva slacciato con cura quelle da ginnastica, io avevo tolto le calze. Avevo puntato le dita nude sul cuoio liscio della soletta. Lui aveva fatto scivolare i miei talloni nelle mie prime vere scarpe da donna. Quando ci salutammo lasciai quelle da ginnastica all'angolo della strada. Le appoggiai semplicemente lì e me ne andai, senza voltarmi. Magari a qualcuno sarebbero servite, io di certo non ne avevo più bisogno.

 

© testo e foto Francesca Scotti


Perché "Oggetti ritrovati"?
Gli oggetti persi o abbandonati mi incuriosiscono. Un guanto in mezzo alla strada non è solo fuori posto, sembra anche più ingombrante. Un orecchino con gemme di vetro che brilla nell’erba pare più prezioso e un frigorifero in fondo a una scarpata è inquietante. Forse queste sensazioni nascono dalle storie che avvolgono gli oggetti. Oggetti che per qualcuno sono diventati un fantasma, un’assenza, ma che per me che li incontro rappresentano l’ingresso a un mondo nuovo. Ed è proprio questa la strada che desidero prendere: raccontare le loro storie. Inventate, certo. O forse suggerite.
(Nessun oggetto è stato maltrattato o volutamente abbandonato per la realizzazione di questi post).

 

Francesca Scotti (1981) è nata a Milano. Diplomata in Conservatorio e laureata in Giurisprudenza, nel 2011 ha esordito con la raccolta di racconti Qualcosa di simile (Italic), vincitrice del Premio Fucini e finalista al Premio Città di Offida-Joyce Lussu. Dal libro è stato tratto l’omonimo cortometraggio per la regia di Alessandra Pescetta. Cura la rubrica "Fra le righe" sul blog Hounlibrointesta. Vive tra l’Italia e il Giappone.

A marzo Terre di mezzo Editore pubblicherà il suo nuovo libro L'origine della distanza.

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