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Storie di musica? Non solo
Ecco a voi "Tracce", la nuova nuova collana di narrativa diretta da Matteo B. Bianchi.

Scrittore, autore televisivo e instancabile talent scout: da poco Matteo B. Bianchi ha iniziato a dirigere anche una collana di narrativa "musicale" per Indiana Editore, nuova sigla nata da poco: fiction pura (come l'esordio di Ago Panini L'erba cattiva e l'ultimo titolo appena pubblicato, Fatti da parte di Ben Greenman), ma non solo (date un'occhiata a Una traccia del mio amore di Douglas A. Martin, per esempio).

Da anni sei un "cercatore di storie", che pubblichi regolarmente tu 'tina. Cosa significa ora per te dirigere una collana di narrativa?

Beh, inutile dirlo, per me è stato un invito a nozze, sebbene l'ambito sia particolarmente curioso. E' stato Giulio Mozzi (che ringrazio solennemente) a mettermi in contatto con l'editore Bernardino Sassoli quando ha saputo che stava cercando un curatore per una simile collana. Dopo quindici anni passati a esplorare il territorio della narrativa giovanile con ‘tina, ora mi trovo a valutare soprattutto molta letteratura straniera da tradurre e a fare uno scouting su un tema specifico. E' nuovo per me e molto stimolante.

Com'è nato il progetto con Indiana e qual è la linea editoriale della tua collana? Stando al sito dell'editore, si tratta di "storie di musica e non solo". Ci racconti un po' di più a partire da quel "non solo"?

Come dicevo, l'idea della collana è di Sassoli: cercava un ambito inedito e poco esplorato della narrativa, perché gli sembrava sensato occupare un posto vacante sul mercato editoriale nel momento di aprire una nuova, piccola casa editrice. Un approccio che condivido in pieno.
La definizione riportata sul sito è significativa: il "non solo" in effetti è importante, perché quello che Tracce vuole essere è una collana di narrativa sul tema della musica, ma focalizzata principalmente sull'aspetto letterario. Detto banalmente, in primo luogo cerchiamo dei bei romanzi. Nelle storie che scegliamo la musica gioca un ruolo significativo, ma può variare di volta in volta. Talvolta è centrale (come nel libro di debutto, L'erba cattiva di Ago Panini, storia di una band indipendente nella Milano degli anni '80), talvolta è solo sullo sfondo (come in Una traccia del mio amore di Douglas A. Martin, che narra la relazione fra uno studente universitario e una rockstar di fama mondiale). Non escludo casi in cui sia quasi assente: ci sono ottimi libri scritti da musicisti, il cui contenuto non concerne la loro professione. Per quanto mi riguarda potrebbero benissimo rientrare in quel "non solo" che promette la definizione di collana.
Resta fondamentale il criterio della qualità, che deve prescindere dai generi e dai gusti.
Ti faccio un esempio, il terzo titolo (Fatti da parte di Ben Greenman) è su un musicista funky. Ecco, a me del funky non frega niente come ascoltatore, ma il romanzo è irresistibile, mi ha coinvolto moltissimo, e per questo ho deciso di pubblicarlo.

Quali sono i tuoi canali di approvvigionamento? 

Il mercato nero... Ho una serie di spie che si aggirano nei bassifondi delle metropoli!
No, veramente non so risponderti. Diciamo che tanto io quanto l'editore, Bernardino Sassoli, stiamo con gli occhi bene aperti e prestiamo attenzione sia a quello che viene pubblicato sul mercato straniero, sia alle segnalazioni che ci forniscono agenti o amici scrittori. Quella che stiamo esplorando è una nicchia molto particolare, quindi a volte basta un accenno in una recensione su un sito americano perché ci venga la curiosità di farci mandare il testo in lettura. In questi mesi ho già letto cose molto differenti fra loro: romanzi su un violinista arabo, su una musicista punk russa, su una jazz-band di colore degli anni '40... C'è un sacco di roba interessante, se uno ci sta attento. 

Quali titoli ci proporrai in futuro?

Proprio perché vogliamo tenere alto lo standard qualitativo della collana non ci saranno molte uscite in un anno. Sui prossimi titoli siamo ancora in fase di selezione. Non ti nascondo che sarebbe bello coinvolgere anche autori italiani affermati a cimentarsi su questo tema e ne sto già corteggiando un paio. Speriamo bene...

 

Intervista di Davide Musso

 

[Articolo pubblicato con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia]

 

 

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