cose che capitano
La rivoluzione è scritta
Terza edizione di "Slam X", sabato 26 novembre a Milano. L'intervista ad Andrea Scarabelli e Marco Philopat.

E tre: torna "Slam X", festival di reading e performance organizzato da Agenzia X. Appuntamento il 26 novembre dalle 21 al Cox 18 di via Conchetta 18 a Milano con un programma da non perdere. Ed ecco - solo per voi - tutti i segreti della nuova edizione nelle parole di Andrea Scarabelli e Marco Philopat.

Come si è evoluto il progetto rispetto all'idea iniziale e qual è il vostro obiettivo oggi?

Siamo partiti con l'idea di mescolare pubblico e artisti, in particolare scrittori e musicisti. Non pensavamo di creare un appuntamento fisso, ma dopo il riscontro della prima edizione non poteva essere altrimenti. Da allora cerchiamo di inserire qualche piccola novità a ogni edizione. Ci sono sostanzialmente soltanto due regole: gli artisti hanno tutti dieci minuti a disposizione, e non possono partecipare a più di una edizione. L'obiettivo è raccogliere le energie di quanto si sta muovendo in questa situazione di crisi, prendendoci gioco di narcisi e arrivisti, collocandoci il più lontano possibile dalla paccottiglia culturale che denuncia soltanto mancanza di idee e coraggio. Attirare un pubblico che non sia quello degli addetti ai lavori ma il più eterogeneo possibile, proprio come lo sono le performance sul palco, dal debuttante all'autore più conosciuto.

Il titolo questa volta è "Scrivere rivoluzione a tutti i costi": è davvero possibile cambiare le cose con la scrittura e con l'arte? E come, visti gli spazi ridotti e la poca considerazione istituzionale del nostro paese?

Scrittura e arte non bastano di certo a cambiare le cose. Ma il titolo costringe chi fa questo mestiere - chi scrive libri o musica, chi disegna o pubblica - a confrontarsi con i grandi cambiamenti che stiamo vivendo e subendo. Per quanto riguarda gli spazi ridotti e la considerazione istituzionale anche quest'anno saremo in Cox 18, uno dei centri sociali storici di Milano, da sempre riferimento per tutte le proposte al di fuori dei meccanismi istituzionali, restando un centro a servizio delle radicalità di opposizione e un palco prestigioso che ha ospitato numerosissimi grandi artisti ai loro esordi. Senza dimenticare che in Cox 18 c'è quella straordinaria risorsa per appassionati di storia dei movimenti e della letteratura undergound che è l'Archivio Primo Moroni. Infatti tutti gli interventi vengono sempre ripresi e resi disponibili anche in seguito.

Raccontatemi brevemente le particolarità e gli ospiti di questa edizione.

La particolarità principale sarà il disegno dal vivo, da parte di Alessandro Baronciani e Gigi Tarantola. Per quanto riguarda gli scrittori, oltre ai più noti Cristiano Cavina, Giuseppe Culicchia, Gabriella Kuruvilla, la presenza di Chiara Moscardelli e Marcello Simoni rappresentano un tentativo di confrontarsi con autori che scrivono per un pubblico più allargato. Per quanto riguarda la musica sarà interessante il rapporto tra l'hiphop di Bonnot e i ritmi in levare di Kino, ex degli Arpioni. Mauro Pagani invece non suonerà perché ha scelto di leggere un brano del suo romanzo. Gionata Mirai (del Teatro degli orrori) chiuderà la nottata con una performance senza parole di chitarra solista. Tra un autore e l'altro, il cambio palco sarà a ritmo di musica dei dj Robx e Ubi Broki.

Che progetti avete per il futuro?

Ci sarebbe piaciuto già per questa edizione portare Slam X per una sera in Piazza Affari, davanti alla scultura "LOVE" di Cattelan, ovvero il famoso dito medio che la finanza mostra al mondo. Il sogno sarebbe quello di ruotarla orientandola dalla parte opposta, verso gli speculatori. Un po' come nei tentativi anni sessanta di sollevare il Pentagono con un mantra... il titolo sarà "Slam X - rigirare il dito nella piaga"!

 

Intervista a cura di Davide Musso

 

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