cose che capitano
Chi è Roland?
Il nuovo progetto letterario partorito da Giorgio Vasta e Marco Peano, che qui ci racconta il perché e il percome.

Una nuova creatura editoriale si aggira per l'Italia: si chiama Roland, è un elefante marino (il perché del nome lo trovate qui) ma anche un nuovo festival e un laboratorio di scounting letterario. Partorito dalla fantasia di Giorgio Vasta, scrittore, e Marco Peano, editor, domani, sabato 1 ottobre, sarà a Milano con un programma da non perdere.

Marco, Roland ha due anime distinte e affini: una - Roland. Scritture emergenti - legata allo scouting, alla ricerca e alla valorizzazione di nuovi autori, l'altra - Roland. Macchine e animali - che invece esplora e racconta la pratica editoriale e culturale nel nostro paese. Da quale esigenza nasce il vostro progetto?

Nelle discussioni pubbliche intorno alla scrittura e all'editoria (sui giornali e in rete, ma anche nei festival letterari), si fa sempre più spesso riferimento alle pratiche editoriali e al modo in cui un libro viene percepito nel momento in cui ricade nello spazio condiviso che è il mercato. Con le Scritture emergenti da un lato, e soprattutto con Macchine e animali dall'altro, Giorgio Vasta e io abbiamo provato a mostrare - puntando al confronto fertile delle idee - quello che avviene durante l'intera filiera di lavorazione di un libro: dall'invio di un dattiloscritto in casa editrice fino, nella migliore delle ipotesi, alla pubblicazione; senza dimenticare di raccontare ciò che accade al libro, e all'autore stesso, dopo che quello che in origine era un dattiloscritto ha raggiunto il pubblico dei lettori.

Il debutto di Roland. Scritture emergenti, durante l'ultima edizione di Pordenonelegge, ha richiamato un folto pubblico. Che spiegazione date a un interesse del genere in un paese che, notoriamente, legge poco ma scrive molto? Tutti aspiranti autori in platea?

Non solo aspiranti autori, che di certo sono curiosi di assistere a ciò che di solito accade nelle redazioni delle case editrici, ma anche addetti ai lavori e poi - soprattutto - pubblico "puro". Tutti quanti loro, ci auguriamo, durante le due mattinate a Pordenone si sono resi conto di quanto le scelte editoriali siano complesse e stratificate, di come sullo stesso testo possano esserci pareri contrastanti o addirittura opposti.

Rispetto a Esor-dire, la vostra precedente creatura, avete operato uno scarto, puntando appunto la vostra attenzione sulle "scritture emergenti". Perché?

Ci sembrava importante portare in superficie le voci autoriali - senza limiti di età: i sei esordienti coprivano una fascia biografica che andava dai venti fin quasi ai settant'anni - che premevano affinché qualcuno le ascoltasse: è in questo senso che va inteso il doppio significato dell'aggettivo "emergenti", le voci che hanno urgenza di venire alla luce e quelle voci che meritano un ascolto spesso difficile da conquistarsi.

Che progetti avete per il futuro del vostro elefante marino?

Sabato 1° ottobre, a partire dalle 10,30 fino a mezzanotte e oltre, negli spazi di Assab One in via Assab 1 si svolgerà il numero "zero" di Macchine e animali. Sarà un'occasione di confronto e di ragionamenti intorno alla scrittura, alla lettura e all'editoria. Con noi ci saranno fra gli altri Michela Murgia, Domenico Starnone, Francesco Piccolo, Massimo Cirri, Matteo Bordone, Giusi Marchetta, Christian Frascella, Matteo B. Bianchi, Veronica Raimo, Stefano Salis, Andrea Cortellessa, Marco Belpoliti, Michele Rossi, Helena Janeczek e molti altri ancora. Ci sarà un laboratorio per bambini e ragazzi curato proprio dai volontari di Insieme nelle Terre di mezzo. Non mancheranno poi gli ospiti musicali: i Blastula (che "suoneranno" la macchina tipografica Roland che sta a pianterreno), gli Egokid e gli American Splendor.
Roland è la prima manifestazione letteraria a prendere forma dopo le recenti discussioni pubbliche intorno all'idea di dare vita a un festival letterario a Milano, e il nostro obiettivo è quello di farlo diventare un appuntamento annuale a partire da un numero "uno" che si svolgerà in un fine settimana della primavera del 2012.

 

Intervista a cura di Davide Musso

 

[Articolo pubblicato con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia]

 

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