questioni di editing
Vita quotidiana di un direttore editoriale
Lo scouting, le sfide del mercato, gli ebook: parla Loretta Santini di Elliot Edizioni.

Quando hai iniziato a lavorare in editoria, come, e perché?
Ho iniziato più di venti anni fa, un po' per caso, come redattrice in una società che pubblicava riviste di musica e cinema. Poi ho lavorato per molti anni come ufficio stampa editoriale con alcuni editori romani come e/o, fazi, arcana fino a iniziare cinque anni fa l'avventura di Elliot.

Qual è la giornata tipo del direttore editoriale di una casa editrice indipendente come Elliot?
Imprevedibile, almeno per me. Per lo più sono a disposizione di tutti, autori, redattori, traduttori, ufficio stampa, ufficio diritti, editor, commerciale, grafici, cercando di aiutare, risolvere imprevisti, dare indicazioni sulle molte esigenze di un corpo vivo come una casa editrice. Naturalmente ci sono i momenti per la lettura delle proposte editoriali o per la revisione di testi, così come per le riflessioni sulle scelte e sulla programmazione editoriale dell'anno in corso e futuri.

Negli ultimi anni il mondo del libro è cambiato molto, spostandosi sempre più verso quell'editoria senza editori "marketing oriented" teorizzata da André Schiffrin. È cambiato molto anche il settore delle librerie, con l'espandersi a macchia d'olio delle grandi catene e una politica aggressiva di sconti che spesso non aiuta i "piccoli" (editori e librai). In che direzione sta puntando secondo te l'editoria italiana? Ovvero: quale sarà il nostro futuro?
Non sono in grado di dare una risposta sensata a questa domanda perché non lo so. Nelle rare volte in cui mi pongo il problema - probabilmente sbagliando - oscillo tra ottimismo e pessimismo. Non capisco molto bene le "leggi del mercato" e i cambiamenti in atto, mi sembra molto volatile e imprevedibile. Questo genera panico e allo stesso tempo fiducia nel fatto che, nonostante gli forzi di controllo che tutti noi cerchiamo di fare,  il lettore è uno, nessuno e centomila: fintamente omogeneo, imprendibile e in maggioranza. Il che significa che possiamo romperci il capo quanto vogliamo per tentare di prevederlo, ma il più delle volte non ci si riesce. Dunque l'ottimismo sta nel fatto che, preso atto che non posso controllare nulla, sono libera di fare le scelte in cui credo.

Negli ultimi mesi si è parlato molto di ebook ma - questa almeno è la mia impressione - soprattutto tra gli addetti ai lavori. I pareri degli esperti si sono sprecati, tra chi dice che questo sarà il futuro e chi, invece, che il cartaceo non morirà mai (io, per quel che importa, penso che alla fine "quello che conta siano le storie", per dirla con Stephen King). Tu come la vedi?
La penso anch'io così. Trovo che l'ebook sia come un parente acquisito simpatico: lì per lì destabilizza gli equilibri ma poi ci si guadagna tutti.

Come gran parte degli editori indipendenti, fate un grande lavoro di scouting: come vi muovete nella ricerca dei libri da pubblicare? Quali sono le vostre fonti principali? Mi interessa soprattutto focalizzare l'attenzione sulla narrativa italiana.
Le fonti sono più di una perché si può trovare un buon libro sia tra le proposte degli agenti che leggendo la recensione su un giornale straniero oppure magari una segnalazione in un altro libro. Per gli italiani le vie sono più articolate e dunque, oltre che tra i suggerimenti di un agente, si può trovare qualche ottima sorpresa leggendo un testo  consigliato da amici o comunque da qualcuno di cui ci fidiamo. Poi, naturalmente, c'è la lettura dei manoscritti che arrivano spontaneamente senza santi né protettori in casa editrice. Tra questi la percentuale di testi che riescono ad arrivare alla pubblicazione è molto bassa. Saremo anche un popolo di gente che ama scrivere ma di certo i veri scrittori sono davvero molti di meno. A volte si possono trovare delle buone storie, delle idee o spunti originali che però non sono sostenute da una scrittura di qualità o da una voce forte, personale.

Per chiudere: quali sono le difficoltà principali che incontra quotidianamente un editore indipendente come Elliot?
Per noi lo sforzo principale è quello la ricerca di un punto di equilibrio tra l'aspetto arido dei conti con quello della qualità dei testi, sperando che le nostre scelte interessino più lettori possibile.


Intervista di Davide Musso

 

 

[Articolo rilasciato con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia]

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